Mercato antiquario in Piazza dei Cavalieri, Pisa. Foto: Sumit Surai, CC BY-SA 4.0
Le fiere locali costituiscono un elemento tradizionale della vita commerciale italiana, radicato in molti comuni fin dall'epoca medievale. A differenza dei mercati rionali settimanali, le fiere si svolgono con cadenza mensile, stagionale o annuale, spesso in coincidenza con ricorrenze religiose o civili. La loro organizzazione coinvolge sia gli operatori ambulanti titolari di concessioni specifiche, sia venditori occasionali e artigiani locali.
Differenze tra fiere e mercati periodici
La distinzione tra fiera e mercato è definita normativamente, anche se nella percezione comune i due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile. Il decreto legislativo 114/1998 distingue il mercato, inteso come insieme di posteggi su area pubblica che si svolge con cadenza regolare, dalla fiera, che ha carattere periodico e può occupare aree più estese con posteggi non assegnati in modo permanente.
Nella pratica, le differenze principali sono:
- Frequenza: i mercati si svolgono ogni settimana o ogni due settimane; le fiere hanno cadenza mensile, stagionale o annuale.
- Assegnazione dei posteggi: nei mercati i posteggi sono assegnati con concessione pluriennale; nelle fiere si ricorre spesso a bandi temporanei o a sistemi di prenotazione aperti agli operatori di altri comuni.
- Accesso degli operatori: le fiere attraggono operatori provenienti da un territorio più ampio, non limitato al comune ospitante.
- Categorie merceologiche: nelle fiere è frequente la presenza di prodotti artigianali, alimentari tipici e prodotti non disponibili nei mercati settimanali locali.
Il calendario fieristico in Italia
Ogni comune stabilisce il proprio calendario fieristico con delibera annuale. I calendari vengono pubblicati sui siti istituzionali degli enti locali e, in molte regioni, confluiscono in registri regionali del commercio su aree pubbliche accessibili online.
Le fiere più significative sotto il profilo commerciale si concentrano nei periodi di maggiore affluenza turistica o in corrispondenza di festività tradizionali. Tra gli esempi più noti:
Tipologie di fiere ricorrenti in Italia
- Fiere di Sant'Ambrogio e fiere patronali (novembre–dicembre in molti comuni)
- Fiere di primavera legate al risveglio agricolo (marzo–aprile)
- Fiere del bestiame e dei prodotti agro-alimentari (autunnali)
- Mercatini di Natale nelle città del nord (novembre–gennaio)
- Fiere dell'antiquariato con cadenza mensile in molti capoluoghi
- Fiere estive nei centri costieri e nelle aree montane
Il commercio ambulante itinerante
Accanto alle fiere periodiche, il commercio ambulante itinerante rappresenta una modalità operativa distinta. L'operatore ambulante itinerante è titolare di un'autorizzazione che non lo vincola a un posteggio fisso, ma gli consente di spostarsi su veicolo o a piedi lungo percorsi o zone definite dal comune.
Questa forma di commercio è particolarmente diffusa nei piccoli comuni e nelle aree rurali, dove la distanza dai centri commerciali e dai supermercati rende utile la presenza di venditori mobili di generi alimentari, prodotti freschi o articoli di prima necessità. In alcune province del nord Italia, i furgoni di alimentari e l'ittivendolo che passa nei borghi il giovedì mattina fanno ancora parte della quotidianità di molti residenti anziani.
Autorizzazioni e requisiti per gli operatori
Per svolgere attività di commercio su aree pubbliche in Italia è necessario soddisfare una serie di requisiti cumulativi:
- Iscrizione al Registro delle Imprese o al Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA)
- Partita IVA
- Assenza di cause ostative (condanne penali per determinati reati, fallimenti non riabilitati)
- Frequentazione di un corso professionale abilitante, oppure dimostrazione di esperienza pregressa nel settore (almeno due anni di attività documentata)
- Comunicazione di Avvio Attività (SCIA) presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente
Per il settore alimentare si aggiunge l'obbligo di possedere la formazione specifica prevista dal Regolamento CE 852/2004 in materia di igiene degli alimenti e, in molte regioni, il libretto di idoneità sanitaria.
Novità normative e direttiva Bolkestein
La questione del rinnovo delle concessioni per il commercio su aree pubbliche è oggetto di dibattito normativo da anni in Italia. La Direttiva Servizi 2006/123/CE (cosiddetta direttiva Bolkestein) prevede che le autorizzazioni per l'uso di suolo pubblico siano soggette a procedure di selezione competitive, impedendo il rinnovo automatico. Questo principio è stato recepito in modo parziale e controverso dall'ordinamento italiano, con ripetuti rinvii nell'applicazione delle nuove regole alle concessioni fieristiche e ai posteggi di mercato.
Per aggiornamenti sullo stato della normativa è possibile consultare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le associazioni di categoria come FIVA Confcommercio.
Fiscalità del commercio ambulante
Dal punto di vista fiscale, gli ambulanti sono soggetti alle stesse norme degli altri esercenti commerciali. Possono aderire al regime forfettario se rispettano i requisiti di ricavi e di assenza di partecipazioni societarie. L'obbligo di emissione di scontrino fiscale o ricevuta vale anche per le vendite nei mercati, con le stesse modalità previste per i negozi fissi.